
IL GATTO DI TAKASHI IMASHIRO
Il 9, 10 e 11 marzo Dynit e Adler Entertainment portano in sala un delizioso film di animazione, Ghost Cat Anzu (Bakeneko Anzu-chan, 2024), presentato con successo al Festival di Cannes e ad Annecy. La pellicola è realizzata con la tecnica del rotoscopio, che prevede la ripresa di attori dal vivo poi ridisegnati e trasformati in immagini animate. Il film diretto da Yoko Kuno e Nobuhiro Yamashita, si ispira all’omonimo manga di Takashi Imashiro, autore che ha debuttato nel 1986 su «Business Jump» e celebre per il suo stile surreale e gli agganci riflessivi sulla difficoltà di vivere nella società odierna, verso la quale nutre una fiera vena polemica. Imashiro è noto anche per la passione per la pesca, trasposta in manga sulle pagine di «Comic Beam» e poi interrotto nel 2011 dopo la catastrofe di Fukushima. Bakeneko Anzu-chan, apparso originariamente su «Comic BomBom» (Kōdansha) tra il 2006 e il 2007 si è subito distinto come fumetto per giovani arricchito però dallo stile unico e dagli ideali di Imashiro. Ne è scaturito un personaggio fuori dai consueti schemi eroici, pervaso da una sorta di malinconia esistenziale: Anzu è un gattino randagio trovato da un vecchio monaco in un tempio a Iketeru (Izu) che, nonostante il passare degli anni, non muore mai. Con quasi quarant’anni sulle spalle, si ritrova trasformato in un bakeneko (un gatto mutaforma) in grado di parlare il linguaggio degli uomini e di vivere come loro. In Giappone, sulla scia del successo del film, è uscito un volume integrale che raccoglie la serie originale e il sequel Fuu-hen (“Il capitolo della tempesta”), pubblicato nel 2024 su «Comic DAYS» (a questo link potete conoscere meglio il gattone di Imashiro: https://comic-days.com/episode/3269754496441919929). —Mario A Rumor
