BRUNO ANGOLETTA LIBERO

Sono passati 70 anni dalla morte di Bruno Angoletta, per la legge italiana, quindi, i suoi fumetti sono liberi da copyright. Nato a Belluno il 7 settembre del 1889, Bruno Angoletta si trasferisce a Padova nel 1907, per frequentare la facoltà di giurisprudenza. È grazie a tali studi che incontra Vittorio Podrecca, futuro avvocato e scrittore e marionettista di grande talento, nonché il fratello di quest’ultimo, Guido Podrecca, fondatore di diverse riviste tra cui L’Asino. La loro frequentazione contribuisce a “trascinare” Angoletta nel mondo dell’arte e dell’editoria. Così, nel 1909, lascia l’Università e si trasferisce a Roma cominciando a collaborare con diverse riviste.

Dal 1911 al 1914 è redattore grafico di Primavera, rivista nata il 1° gennaio 1911 come pubblicazione mensile per fanciulli, con il sottotitolo “Novelle, Racconti, Commedie, Arte, Scienza, Viaggi, Giuochi”. 

Nel 1912 partecipa alla Mostra di Arte umoristica e Caricatura di Treviso. Nel 1913 illustra il primo libro, scritto da Gian Bistolfi, dal titolo Storielle di lucciole e di stelle. È l’inizio di una lunga e prolifica carriera basata sul disegno che lo porterà ad assumere, sempre con risultati eccellenti, i molteplici ruoli di illustratore, fumettista, scenografo e costumista.

Con un segno grafico che si affina col tempo, in un percorso di ricerca che parte da esperienze legate alla Secessione (Klimt e Czeschka) e passa attraverso sperimentazioni fatte di geometria, futurismo e personali invenzioni, per approdare a una apparente semplicità in realtà frutto di accurata sintesi, grande pulizia del tratto, perfetto bilanciamento degli elementi all’interno della vignetta. 

Una carriera e una ricerca momentaneamente interrotte dalla Prima Guerra Mondiale, che lo vede partire volontario tra le fila degli Alpini. Catturato nel 1917, è deportato in un campo di prigionia austriaco fino alla fine della guerra. Fatto ritorno in patria, riprende la propria attività artistica. 

Tra il 1921 e il 1924 è il responsabile artistico della rivista Giro Giro Tondo, mensile mondadoriano per i più piccini, che offre ad Angoletta l’opportunità di creare in piena libertà. Collabora a diversi periodici, tra cui Novella, Cuore, Lidel e La donna.

Nel 1927 si sposa e si stabilisce a Milano, iniziando a lavorare per Il giornalino della domenica, Il Dramma, Il Giornale dei Balilla. Per quest’ultimo crea la coppia Romolino e Romoletto, due piccoli Balilla in linea con lo spirito fascista del tempo. 

Ma l’evento maggiormente significativo è rappresentato dall’ingresso nello staff del Corriere dei Piccoli, testata con cui collabora dal 1928 al 1945 sfornando una miriade di personaggi e di storie. È sulle pagine del noto settimanale che prendono vita il soldato Marmittone (1928), Sor Lardo Mortadella (1928), Sor Calogero Sorbara (1930), il Dottor Centerbe Ermete (1933), il cane poliziotto Pancotto (1934), il professor Tubo (1935), il capitalista Mister Dollar (1942), il Barone Pastasciutta (1945) e molti altri ancora. Tutti fumetti in rima, o più precisamente in ottonari, come consuetudine del Corrierino, sul quale i balloon per scelta pedagogica e stilistica sono totalmente banditi.

In ambito pubblicitario collabora con Mondadori, per la quale crea nel 1933 il famoso marchio della Medusa (utilizzato ancora oggi). Come illustratore lavora ancora per Mondadori, illustrando i libri della collana Il Romanzo dei Ragazzi, ma anche per Bompiani.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la situazione economica è grave, ma Angoletta riesce a collaborare con testate satirico-umoristiche come Guerin Meschino, Bertoldo e il Candido di Giovanni Guareschi, e per pubblicazioni per l’infanzia, come Pinocchio di cui diviene direttore dal 1945 al 1946. Contemporaneamente, porta avanti una cospicua produzione di illustrazioni e copertine per l’editoria di settore, tra le quali vale la pena di ricordare almeno le interpretazioni per i classici Cuore (1946) e Pinocchio (1951). Tra il 1947 e il 1952 illustra anche alcuni volumi del Romanzo per tutti. Nel 1952 torna a collaborare anche col Corriere dei Piccoli, grazie alla riproposizione di vecchi personaggi, Marmittone su tutti, e alla creazione di nuovi, come il cowboy Gionni Bill a cavallo del destriero Vegliantino.

Scompare il 7 gennaio 1955 a Milano. Di lui dice l’Enciclopedia Treccani “dal tratto geometrizzante, tra futurismo e stile Novecento”. Quasi un epitaffio, ma che epitaffio!