
A SPASSO CON GLI ANIME
C’è un aspetto addirittura confortante in manga e anime ed è la consapevolezza che determinati luoghi sbirciati o ammirati nella finzione esistono anche nella realtà. Magari replicati alla lettera o semplicemente omaggiati con qualche rettifica architettonica o strategici ricollocamenti. Si sa: Tokyo, la principale protagonista di tali omaggi, non sta mai ferma, evolve, cambia faccia: è una metropoli fatta per essere assaporata, vissuta nel suo più minuscolo dettaglio oltreché contemplata. Di conseguenza, proprio fumetti e animazione rappresentano una sorta di archivio visivo, che mostra il volto lontano nel tempo di luoghi, edifici, locali e strade.
È da poco uscito in libreria e fumetteria un volume dal titolo Guida ai luoghi Anime 1, primo di una serie di tre, curato da Fabrizio Matiz e pubblicato da Nippon Shock Edizioni (pp. 200 a colori, € 19,90). Un’opera che ha il preciso scopo di accostare realtà e finzione in un viaggio in Giappone, discostato dalla tradizionale offerta riservata ai turisti. Anche perché, come si impara alla svelta sfogliandolo, non è insolito che un parco con i ciliegi in fiore sia ormai inserito nella tradizione tra le meraviglie da cui è impossibile sottrarre lo sguardo. Tokyo è una mastodontica e multiforme attrazione, dal livello più basso di una stradina affollata di bar e negozi fino alla svettante maestosità di un quartiere come Shinjuku con i suoi grattacieli. E gli omaggi in manga e anime, sono realistici ma pure rispettosi di ciò che rappresentano.
L’autore Fabrizio Matiz è abituale viaggiatore e frequentatore del Giappone; da tali pellegrinaggi è scaturita una guida che prende in esame alcune opere (ne citiamo alcune: City Hunter, Orange Road, Lamù, i film di Makoto Shinkai) mettendo in evidenza gli intrecci tra realtà e fantasia e andando a caccia di scorci iconici. Ambientazioni ispirate da luoghi reali che si trasformano, nella finzione, in controcampi narrativi (alcuni dei quali perfino leggendari, come l’inesistente scalinata di Orange Road, diventata a suo modo “vera” e che va cercata prendendo un treno da Tokyo a Toyama), e nella realtà in itinerari del cuore a beneficio degli appassionati. Tra questi ce n’è uno che fa capo all’universo creativo di Gundam, quasi un’appendice spettacolare che si proietta nel futuro con il modello a grandezza naturale del mobile suit e con tutte le variabili ludiche messe in campo. Il volume è arricchito da numerose fotografie scattate dall’autore che si aggiungono al repertorio iconografico preso da Google Street View e agli screenshots dei titoli esaminati. I testi di Matiz fanno pensare a un Cicerone nel Sol Levante, che suggerisce indicazioni di viaggio, impartisce utili consigli e ingloba informazioni sulle opere selezionate. Un appunto soltanto lo muoviamo alla mancanza di una contestualizzazione, magari più analitica e storica, che funga da premessa al tema del volume. Se il grande eroe di Guida ai luoghi Anime potrebbe essere il buon Makoto Shinkai – che del fotorealismo nei suoi film ha fatto un punto d’onore – , l’effetto nostalgia prenota fin da ora appuntamenti fissi con le opere di Rumiko Takahashi, e si spera con quelle di Mitsuru Adachi. Si comincia qui con Lamù e Ranma 1/2, e già pregustiamo quando sarà il turno di Maison Ikkoku. —Mario A Rumor
