I 30 ANNI DI STEAM DETECTIVES

Steam City è una città perennemente avvolta dal vapore poiché tutte le sue industrie, e tutti i meccanismi che si muovono tra le sue mura, sono alimentati da questa particolare forma di energia. In questo mondo in bilico tra passato e futuro, con treni a vapore e robot giganti, antichi edifici e costruzioni avveniristiche i malviventi possono approfittare della costante copertura della nebbia per compiere malefatte. Per fortuna ad aiutare la polizia c’è il giovane detective Narutaki, un ragazzo dall’ingegno acuto e dalle sofisticate attrezzature, aiutato dall’infermiera Rin Rin e dal robot Gouriki: loro sono gli Steam Detectives. Questa, in breve, la trama di di Steam Detectives, manga scritto e disegnato da Kia Asamiya, che quest’anno compie uno strano doppio compleanno. La serie, infatti si è conclusa 30 anni fa sul settimanale «Shonen Jump» (dove era iniziata nel 1994), ma lo stesso anno è riapparsa sul mensile «Ultra Jump» (fino al 2000). Steam Detectives saccheggia il fumetto e l’animazione supereroici, in particolare Batman, unendoli con un tratto pulito che riesce in una sintesi precedentemente creduta impossibile: fondere il fumetto giapponese con l’animazione americana e la ligne claire francese. È lo stesso Asamiya a confessare a più riprese (e in diverse interviste) il proprio amore per il personaggio di Batman e in particolare per la serie animata, ma anche per alcuni disegnatori occidentali e per il bravissimo Mike Mignola in particolare.