
UNA VITA TRA I MARGINI
BAO annuncia la ristampa del volumone (848 pagine a 29,00 euro) “Una vita tra i margini” di Yoshihiro Tatsumi, in uscita nella seconda metà ottobre.
Gekiga è un termine, coniato da Yoshihiro Tatsumi, traducibile come “immagini drammatiche” e viene utilizzato per indicare i manga diretti a un pubblico adulto, non incentrati su disimpegno e avventura, ma al contrario su tematiche sociali e problematiche quotidiane.
Autore attivo sin dal dopoguerra, Tatsumi non solo è stato uno dei protagonisti del mondo dei manga, ma anche un testimone della storia degli stessi, avendone osservato lo sviluppo e incrociato la propria strada, personale e professionale, con altri mangaka del tempo, in primis Osamu Tezuka quando si stava incamminando sulla strada per diventare il manga no kamisama (“dio dei manga”).
La sua opera in due volumi del 2008 dal titolo “Gekiga Hyouryuu” (“Gekiga alla deriva”) è una sorta di viaggio nel mondo dei manga tra il 1945 e gli anni Sessanta, pubblicato in Italia in un unico volume.
Questo manga ha ovviamente forti connotazioni autobiografiche, dato che il protagonista, il giovane Hiroshi, è un ragazzino che nel Giappone del dopoguerra, tra mille difficoltà economiche, si appassiona ai manga e, oltre a leggerli, si cimenta nel realizzarli raggiungendo in breve tempo interessanti risultati che lo portano a essere pubblicato su varie riviste.
L’autore, quindi, mescola con grande abilità eventi generali con eventi personali, realtà con finzione, fornendo in tal modo una panoramica del Giappone così come una visione di un suo elemento particolare quale il fumetto, oltre a una prospettiva personale legata ai personaggi (e quindi a sé stesso). Diversi sono perciò i piani di lettura che rendono l’opera allo stesso tempo una autobiografia, un racconto di formazione, un romanzo storico e un saggio sul fumetto. Una alchimia di elementi non facile da far coesistere.
Tatsumi punta su un disegno dal “realismo semplificato” e su una impostazione ordinata delle tavole (ben diversa da quella dei movimentati shonen manga) per un risultato da una parte documentaristico e dall’altra personale.
Leggere “Una vita tra i margini” diviene quasi un obbligo per chi voglia conoscere la storia dei manga, o quantomeno del fondamentale trentennio che va dagli anni Quaranta ai Sessanta del secolo scorso. Allo stesso tempo, il manga fornisce un ottimo esempio di come si possa raccontare graficamente l’evoluzione di un Paese, un medium e una persona attraverso le immagini. Senza rinunciare ad alcuni elementi cardine della tradizione fumettistica giapponese – storytelling scorrevole, disegno pulito, utilizzo dei retini – Yoshihiro Tatsumi mostra come questi possano essere utilizzati in modo adulto e documentaristico, senza tuttavia mai annoiare o diventare pesante. Un ottimo esempio di come si può realizzare una storia stando, contemporaneamente, all’interno e all’esterno della stessa.
