DEMOGRAFIA E FUMETTI

C’è forse qualche legame tra demografia e vendita dei fumetti? Ovviamente sì, ma non ci risulta esistano studi, e dati, in tal senso. L’Italia è un Paese “vecchio”, solo il 16,8% della popolazione ha meno di 20 anni (fonte: Statistic Times, dato riportato sul secondo numero della rivista Volume) e come ben sappiamo i lettori di fumetti sono principalmente giovani, e anche i lettori più anziani generalmente sono lettori di fumetti solo se lo erano da giovani. Difficilmente un quarantenne o un cinquantenne cominciano a leggere fumetti a quell’età. Con le dovute eccezioni, ovviamente.

In Francia le persone sotto i 20 anni di età, invece, ammontano al 23%, oltre il 6% in più. Inoltre, i francesi hanno una maggiore attitudine alla lettura. Secondo dati ISTAT i francesi tra i 18 e i 29 anni leggono mediamente 24 libri l’anno. La stessa fascia d’età in Italia legge solo 7 libri l’anno.  Appare evidente che se nascono pochi bambini e i giovani sono in netta minoranza diventa difficile “coltivare” nuovi lettori. Inoltre, se l’abitudine alla lettura (di tutto, libri, riviste, ecc.) è scarsa l’emorragia di lettori di fumetti, e non solo, sarà sempre maggiore. 

Tuttavia, in altri Paesi che “invecchiano” quanto e più dell’Italia i lettori di fumetti (e altro) restano moltissimi. È il caso del Giappone, dove le persone sotto i 20 anni di età ammontano al 15,83% (peggio dell’Italia) ma la vendita di fumetti rimane molto alta, seppure da anni in decrescita, anche a causa della concorrenza degli strumenti elettronici, smartphone in primis.

Non abbiamo soluzioni al problema, ma possiamo riflettere su un dato diffuso dalla rivista Il Libraio: nel 2022 sono stati oltre 10 milioni i lettori di fumetti in Italia (10.200.000), rappresentando il 23% della popolazione tra i 15 e i 74 anni. Si tratta di una popolazione varia per età, ma accomunata da consumi culturali forti e vari: sono lettori di romanzi e saggistica nell’84% dei casi, di ebook nel 47%, ascoltatori di podcast nel 40%, di audiolibri nel 19%. Insomma, sembra che la lettura (e la cultura) vada sviluppata complessivamente e trasversalmente. Leggete e fate leggere di tutto, a tutti.