L’ULTIMA FATICA DI IPPEI KURI

L’ultimo manga scritto e disegnato dal maestro Ippei Kuri porta un titolo evocativo che rimanda immediatamente alla letteratura popolare giapponese d’inizio secolo, come i romanzi scritti da Edogawa Ranpo con protagonista il detective Kogoro Akechi. Ichirō Soga e il mistero sotterraneo dell’Era Taishō (Nippon Shock Edizioni, pp. 160 in b/n , € 9,90) è prima di tutto un atto di devozione per le vecchie storie avventurose, dove l’imprevisto e i colpi di scena attendono il lettore dietro l’angolo di ogni tavola. Il racconto poggia sulle spalle di un protagonista giovane e tutt’altro che ingenuo, capace di affrontare situazioni ben più grandi di lui mettendo alla prova non solo il coraggio ma anche un solido rigore morale. In questo suo fumetto, che è al tempo stesso un triste e inaspettato congedo (Kuri è scomparso nel 2023), si intravede tutto l’amore per la narrazione classica: una tradizione che l’autore imparò a maneggiare lavorando con i fratelli maggiori dopo il trasferimento a Tokyo negli anni ’50, fino alla fondazione dello studio Tatsunoko. Per Ippei Kuri, d’altronde, non è mai esistita una vera divergenza tra fumetto e animazione: l’arte del disegno viveva per lui in un’unica dimensione, nutrita da una passione multiforme per generi diversi che lo accompagnò fin dall’esordio sul periodico «Z-Boy» con il manga Abare Tengu (1959). Ichirō Soga è un giovanotto che si trasferisce in Hokkaidō da suo zio, il signor Ishida, principale azionario di un campo da golf. L’anno è il 1932. Il ragazzo viene spedito a lavorare in magazzino, dove approfondisce la conoscenza di Nao Oikawa, responsabile del reparto manutenzione. Allertato da uno strano presentimento, Ichirō si ritrova ad affrontare misteriose circostanze innescate da avvistamenti insoliti e dalla morte di uno degli azionisti sul campo da gioco. Sebbene entri in azione il detective Orita della polizia di Sapporo con le sue indagini, sarà proprio Ichirō a svelare l’intricata matassa di segreti che avvolge quel luogo, tra avvenenti bionde e soldati senza scrupoli. La prima pubblicazione di Ichirō Soga e il mistero sotterraneo dell’Era Taishō è avvenuta proprio in Italia: “un dono” – come si legge nella cartella stampa – da parte di Kuri per omaggiare il lavoro svolto sul precedente volume a fumetti del disegnatore, Kenshiro Tsubanari e la Spada Squartademoni. Una scelta che anticipa persino l’uscita in Giappone. Il tocco di Kuri rassicura, come se il tempo non fosse mai trascorso. L’autore domina le vignette senza mai rinunciare al dettaglio o alla dinamicità dell’azione: si corre pressati dall’urgenza di svelare ogni inghippo e si combatte con destrezza, come se il giovane Ichirō custodisse in sé il DNA dei predecessori a fumetti del disegnatore. L’epilogo subisce un’accelerazione verso la parola “fine” senza però perdere di vista il tema “sotterraneo” (è il caso di dire) che aleggia nelle pieghe del racconto. Si avverte un pizzico di malinconia, forse per i tempi andati e una certa innocenza perduta, ma Ippei Kuri resta saldo nella sua visione. Non si limita a raccontare l’avventura di un ragazzo, ma tiene desta l’attenzione su argomenti che non andrebbero mai sottovalutati. Non si poteva ricordare questo maestro del disegno in maniera migliore, se non lasciandosi travolgere dall’azione. Il volume è disponibile in edizione standard, oppure in versione variant con formato A4 e copertina “Gold” a tiratura limitata (al prezzo di € 25). —Mario A Rumor