IL TENUE COLORE DELLE STORIE

Le storie postolocausto non rappresentano certo una novità per la fantascienza, scritta, disegnata o filmata che sia. Il manga Il tenue colore della fine, serie a firma Haruo Iwamune (Planet Manga), tuttavia riesce a fornire una visione personale al filone, melanconica e a tratti persino poetica. Racconti parzialmente autoconclusivi il cui fil rouge è dato dalla protagonista, una ragazza non del tutto umana (ma non vi svelo niente, leggete il volume) che, in compagnia di uno strano animaletto, percorre luoghi desolati e devastati alla ricerca di sopravvissuti. Il viaggio è solitario e le rare “presenze” in cui si imbatte sono perlopiù artificiali (ma questo significa prive di coscienza?). La protagonista, spesso più osservatrice che attrice, si interroga sul destino del mondo e degli uomini, in tavole dove dominano i grigi, come è giusto che sia, vista la decadenza e solitudine che ormai avvolge il mondo, nel quale sembrano, stranamente, assenti anche forme di vita animale. Che cosa troverà la protagonista alla fine del suo viaggio? Lo scopriremo leggendo. Per finire una nota sull’edizione, decisamente buona dal punto di vista cartotecnico, ma, come ormai purtroppo d’uso presso molti editori, senza alcuna introduzione o nota sull’autore, insomma povera.