IN GIAPPONE CALANO I MANGA

Si è appreso in questi giorni in Giappone che la tiratura certificata della rivista settimanale «Shonen Jump» della casa editrice Shueisha, che un tempo vantava 6 milioni di copie, è scesa a una media di 985.000 copie nel periodo aprile-giugno, andando per la prima volta sotto il milione di copie. Secondo l’Associazione giapponese delle riviste, che ha reso noti i dati, non vi è più alcuna rivista cartacea in Giappone con una tiratura superiore al milione di copie.

La rivista è stata fondata nel 1968 e nel dicembre 1994, quando pubblicava titoli come Dragon Ball e Slam Dunk, aveva superato i 6,5 milioni di copie, record assoluto nella storia delle riviste di manga. Tuttavia, anche a causa della diffusione degli e-book, già nel 2017 la tiratura era scesa sotto i 2 milioni di copie. Anche i settimanali «Shonen Magazine» di Kodansha, con 281.000 copie, e «Shonen Sunday» di Shogakukan, con 120.000 copie, hanno registrato un forte calo.

Secondo Nobuhiko Saito, editor esperto di manga per ragazzi, si tratta di un evento che segna una svolta epocale in quanto il calo delle riviste di manga cartacee avrà un forte impatto anche sulle librerie e porterà a una riduzione della varietà degli interessi dei lettori. Secondo alcune ipotesi, il fatturato stimato delle riviste cartacee nel 2025 è stato pari a 370,8 miliardi di yen, in calo del 10% rispetto all’anno precedente, ed è sceso a meno di un quarto rispetto al picco degli oltre 1.564 miliardi di yen registrato nel 1997. Per quanto riguarda le riviste diverse da quelle di manga, il settimanale «Shukan Bunshun» (dedicato al giornalismo d’inchiesta) di Bungeishunju è sceso a 362.000 copie, mentre la pubblicazione femminile «Josei Seven» (attualità e cronaca rosa) di Shogakukan è scesa a 241.800 copie. Insomma, se Atene piange, Sparta non ride.