
L’UOVO DELL’ANGELO
Per fortuna Mamoru Oshii non è mai riuscito a fuggire da se stesso: altrimenti, niente capolavori di animazione, niente visioni distanti dal mainstream giapponese. All’indomani del positivo riscontro di pubblico e critica di Lamù – Beautiful Dreamer (1984), Oshii è promosso a investimento in carne e ossa nel settore degli anime. È un autore su cui scommettere, ed è per questo che l’ipercritico Hayao Miyazaki (uno che non le manda a dire) e il produttore Yasuyoshi Tokuma si trovano a puntare sul giovane genio. Miyazaki ne suggerisce il nome per il terzo lungometraggio della serie Lupin III, ma il progetto viene ritenuto troppo criptico e fuori da ogni logica di mercato. Tokuma lo accoglie sotto la sua ala, e Oshii riconverte quelle idee in un progetto originale. Tutto ciò che il mancato Lupin non ha potuto essere trova rifugio in un OAV (Original Animation Video) intitolato L’Uovo dell’Angelo (Tenshi no Tamago, 71 minuti), che gode di una limitata distribuzione nelle sale giapponesi nell’autunno del 1985. Oshii non è solo a trafficare con questa contorta visione artistica. Ad affiancarlo, in veste di art director, autore dei personaggi e dei layout, c’è Yoshitaka Amano. Tra i due nasce una complicità totale: Oshii scrive, disegna gli ekonte (storyboard) e dirige. Amano plasma atmosfere visionarie e personaggi dagli occhi assenti. Lo staff si allarga al maestro dei fondali pittorici Shichirō Kobayashi (L’isola del tesoro) e a Yasuhiro Nakura (Memole), animatore non abbastanza celebrato in Occidente. Questa prodigiosa convergenza artistica eleva la qualità tecnica de L’Uovo dell’Angelo, conferendogli il respiro di un vero film cinematografico, come nelle intenzioni originali del regista. La trama si riduce a poche righe: in una città in rovina, di un luogo e un tempo indefiniti, una ragazzina custodisce un grosso uovo e incontra un misterioso giovane. Cosa conterrà mai quell’uovo? Il film ha celebrato il quarantennale nel 2025, apparendo tra l’altro al Festival di Cannes in versione rimasterizzata. Questa uscita ha finalmente colmato un vuoto di “culto” nella filmografia di Oshii: un’opera che ha ufficializzato il suo stile, in bilico tra impervia autorialità e intrattenimento. L’Uovo dell’Angelo sposa la prima, concedendosi allo spettatore come un’esperienza spettacolare unica e seducente, più da ammirare che da comprendere a ogni costo. Uscito lo scorso autunno nei cinema italiani grazie a Lucky Red, il film è ora disponibile in Limited Edition (Blu-ray + 4K Ultra HD) sotto l’etichetta Anime Factory. L’edizione è impeccabile dal punto di vista tecnico ed è accompagnata da un booklet con testi di presentazione e immagini suggestive. Unico extra: un trailer. —Mario A Rumor
