STRANGER THINGS A FUMETTI

Non c’è niente di meglio che affezionarsi a una serie televisiva, e poi riviverla con altri mezzi. All’interno di quel magnifico universo narrativo che è stato Stranger Things (2016-2025), la serie televisiva Netflix ideata e diretta da Matt e Ross Duffer, anche i fumetti hanno trovato un appropriato contraltare narrativo, spesso spingendosi indietro nel tempo. Talvolta soggiogati da ben altro registro, rispetto alla matrice di partenza (come l’omaggio parodico di «MAD» nel numero 548 del 2017). Magazzini Salani, lo scorso novembre, ha pubblicato Stranger Things – La raccolta (pp. 384, € 24,90): un volume che include quattro archi narrativi ambientati nel Sottosopra e a Hawkins, in aggiunta al racconto inedito Scienza in campeggio. I fumetti Il Sottosopra, Sei e Soffiando sul fuoco erano usciti singolarmente in precedenza sempre per i tipi di Salani (e vanno ad aggiungersi a Stranger Things e Dungeons & Dragons, Panini). La vita comics della serie è nata dalla collaborazione tra Netflix e Dark Horse e ha trovato nella sceneggiatrice Jody Houser (Star Wars: Thrawn) una perfetta interlocutrice per i misteri e l’oscurità del mondo creato dai Duffer. Netflix ha subito concesso libertà di esplorazione nell’altrove fumettistico e Houser si è dimostrata coerente con quel mondo, espandendo elementi narrativi soltanto visti di sfuggita o non abbastanza approfonditi nella serie TV. Un esempio di ciò si vede in Il Sottosopra, incentrato nel disperato tentativo di Will Byers di tornare a casa mentre è imprigionato nella cupa replica di Hawkins. Attraverso i suoi occhi possiamo approfondire eventi, incontri e lotte per la sopravvivenza rispetto a quanto descritto nel soggetto originale. Discorso analogo si può formulare per il fumetto Sei, uno dei migliori, nel quale Houser amplia la base di conoscenza sugli esperimenti al laboratorio di Hawkins per mano del dottor Brenner, con ambientazione nel 1978. I fumetti, come i romanzi ispirati ai personaggi di Stranger Things, offrono dunque la possibilità di ingigantire le maglie narrative, puntando a una varietà grafica (tra le matite spicca l’italiano Stefano Martino, responsabile de Il sottosopra) e riuscendo a scivolare con maestria tra le varie stagioni della serie. —Mario A Rumor