
TRE DOMANDE A STEFANO TAMIAZZO
Intervista realizzata nel gennaio 2026 all’italiano Stefano Tamiazzo (classe 1968)
Nonostante le difficoltà del settore, che stanno colpendo un po’ tutti, mi sembra tu stia vivendo una nuova giovinezza, grazie alla pubblicazione di opere nuove (L’ergastolo di Santo Stefano, Orbit Orbit) e il rilancio di fumetti del passato (Nulla succede per caso, La Mandiguerre). Come vivi questo periodo?
È vero, il momento non è esattamente dei più floridi, ma contemporaneamente per quel che mi riguarda le cose sono in movimento, e soprattutto le persone, i lettori sono particolarmente interessati a queste quattro pubblicazioni che citavi nella domanda e che si trovano disponibili. Capita così, che un lettore si approcci a uno dei quattro fumetti, e poi pian piano prenda anche gli altri per curiosità. Probabilmente perché coprono anche uno spettro molto ampio della mia attività. Ci puoi trovare gli inizi, così come gli ultimi titoli e qualcosa che sta in mezzo.
Sei molto presente anche sui social. Quanto sono importanti oggi per autore di fumetti?
Per la mia esperienza personale, girando molto i festival in Italia, negozi di Fumetti e manifestazioni in generale, devo dire che ormai circa tre quarti delle persone che vengono a incontrarmi iniziano sempre con una frase che é : ti seguo su Instagram. Credo la dica lunga.
Sei al lavoro su qualcosa di nuovo?
In questo momento sto scrivendo, che nel mio caso consiste contemporaneamente nello “storyboardare” il nuovo graphic novel. Nei ritagli di tempo sto assemblando un art book bello denso di immagini di preparazione, schizzi e appunti di bordo.