TRE DOMANDE A CHANG SHENG

Intervista realizzata nel 2022 a Chang Sheng (1968), artista taiwanese.

Ci racconta come prendono vita i suoi fumetti, dall’idea iniziale alla realizzazione finale?
Sono convinto che molte buone storie inizino tutte con un concetto di base estremamente semplice ma molto potente. Spesso all’origine di un mio lavoro c’è una “scintilla”. Yan, per esempio, inizia con una “scintilla” così semplice che si potrebbe usare solo una frase per descriverlo: “e se un cantante dell’Opera di Pechino diventasse un supereroe?”.
Non sembra una brutta scintilla, giusto? È mia abitudine lasciare la scintilla nella mia mente. È come se le consentissi di crescere nella mia testa. Credo le serva un po’ di tempo per svilupparsi. Lascio quel pensiero nel dimenticatoio per un po’, per capire quali possibili sviluppi possa avere, poi provo a trasformarlo in uno storyboard. Allo stesso tempo, faccio del mio meglio per fornire alla storia una struttura perfetta. A poco a poco, la storia prende forma. Comincio a dare gli ultimi ritocchi all’ambientazione e poi, finalmente, comincio a disegnare tutto. Quando ho creato la struttura generale, penso ai dialoghi, al dramma e ai colpi di scena che si svolgono lungo la storia. Potrebbero volerci 1-3 anni per dare forma al tutto, per questo motivo quando sto serializzando una storia spesso devo iniziare a pensare al progetto successivo.

Spesso i protagonisti dei suoi fumetti sono personaggi femminili. Mi sono sempre chiesto se per un uomo non sia più difficile fare agire delle donne…
In realtà, questa domanda mi viene posta spesso, ma non ho una risposta precisa. Vorrei prima fornire alcune delle mie motivazioni. La prima è che mi piace disegnare personaggi femminili. In secondo luogo, penso che i personaggi femminili siano maggiormente in grado di svelare il mistero, l’ignoto o il senso dei conflitti e dei contrasti. Per me, forse la parte difficile consiste nel comprendere come le donne pensino, quale sia la loro logica e come mettersi nei loro panni, in modo da fare agire i personaggi nel modo corretto e nel fargli dire le giuste parole affinché la storia funzioni. Naturalmente, baso tutto questo sulle mie osservazioni ed esperienze, e su ciò che ho imparato da anni di visioni di film e lettura di romanzi. A tutto ciò si aggiunge il mio istinto, ecco tutto quello che uso per creare i miei personaggi femminili. Penso che anche la comprensione dei segni zodiacali sia un buon metodo per modellare un personaggio (anche se, a dire il vero, non direi di essere esperto di astrologia). Uso l’astrologia e i segni dello zodiaco per creare una personalità e una mentalità adatti, che emergono naturalmente man mano che la storia procede e il personaggio cresce.

Tra tutti i suoi lavori, qual è il suo preferito?
Oh, è dura. Per me, la mia storia preferita sarà sempre la prossima.