
TRE DOMANDE A EIICHI MURAOKA
Intervista realizzata nel 2022 al giapponese Eiichi Muraoka (classe 1949)
Come mai ha deciso di diventare un mangaka?
Mi piacevano i manga. Poi ha contato molto l’incontro con le opere del maestro Shinji Nagashima.
Durante la sua carriera, e durante la sua vita, ha incontrato tanti colleghi. Quale ricorda con più affetto o considera più importante nel mondo dei manga?
Fumiko Okada*.(autrice originaria dell’Hokkaido, spentasi a soli 55 anni nel 2005; fu attiva sulla rivista COM a metà anni ’60, ma già nel 1972 si ritirò dalla professione per sposarsi e tornare nella terra natale; in seguito cercò più volte di riprendere a disegnare manga, ma il mondo delle pubblicazioni era nel frattempo mutato e lei non riuscì a ritornare al successo, n.d.r.)
Nel sua storia breve “Manga e giovinezza” si intravedono degli editor che sembrano più delle guardie. Quanto la figura dell’editor era invasiva ai suoi tempi? E quanto lo è oggi?
Chi ha letto “Manga e giovinezza” ha l’impressione che il lavoro di assistente all’epoca fosse estremante duro, quasi al limite della legalità, ma in realtà i maestri dell’epoca conducevano un’esistenza ancora più dura dei propri assistenti. Capitava che gli editor, in trepida attesa delle tanto agognate tavole, si fermassero a dormire anche per diverse notti nello studio di lavoro di un mangaka. In quegli anni si lavorava così.
