AUGURI, CESSELON

AUGURI, CESSELON

AUGURI, CESSELON

Oggi avrebbe compiuto gli anni Angelo Cesselon (Settimo di Cinto Caomaggiore, 17 febbraio 1922 – Velletri, 26 settembre 1992), un pittore italiano che ha realizzato moltissimi manifesti cinematografici. Inizia la sua attività in giovane età seguendo il filone della pittura veneta della fine dell’800. Trasferitosi a Roma, si avvicina alla pittura contemporanea. Nell’immediato dopoguerra inizia a collaborare con le case di produzione cinematografica, realizzando i primi bozzetti pittorici per i manifesti pubblicitari dei film. Dal 1947 ne rinnova il linguaggio: privilegia la presenza di una sola grande immagine, prevalentemente un ritratto, invece di seguire la tendenza dell’epoca a riportare diverse immagini che raccontavano la trama del film. L’immagine di questo post è del capolavoro “Lawrence d’Arabia”.

WEAR FUMETTI

WEAR FUMETTI

WEAR FUMETTI

WeAr è una rivista che parla di moda e calzature. Distribuita a livello mondiale, si rivolge ai professionisti che lavorano nel settore moda, dai buyer ai designer, distributori, agenti e i più importanti rivenditori leader. WeAr non è solo una fonte di informazioni utile a districarsi nel mondo del fashion, ma combina l’arte con la moda e l’alta moda. La rivista ha spesso messo in copertina illustrazioni e immagini ispirate al mondo del fumetto, richiamando talvolta la pop art.

IL MUSEO DEL MANGA

IL MUSEO DEL MANGA

IL MUSEO DEL MANGA

Nella prefettura di Akita, il Museo del Manga Yokote Masuda, il primo museo giapponese dedicato ai manga, fondato nel 1995, funge sia da archivio che da galleria. La sua collezione di oltre 400.000 disegni originali è conservata con particolare cura; ogni tavola viene scansionata e catalogata singolarmente per lo studio e la fruizione da parte del pubblico. Questa collezione è resa accessibile attraverso l’esposizione permanente di opere di oltre 100 artisti e mostre speciali, mentre i corsi tenuti da mangaka professionisti coltivano nuovi talenti.

SHUEISHA PROTEGGE I PROPRI MANGA

SHUEISHA PROTEGGE I PROPRI MANGA

SHUEISHA PROTEGGE I PROPRI MANGA

Il Shueisha Manga-Art Heritage (SMAH) è un progetto lanciato dall’editore giapponese del settimanale Shonen Jump, che intende digitalizza le tavole originali dei manga con un duplice scopo: preservare i manga e riprodurne le tavole come stampe artistiche in edizione limitata per la vendita. Tutto ciò pplicando standard tipicamente riservati alle belle arti tradizionali, come la stampa su carta 100% di cotone e la protezione delle risorse digitali tramite una rete blockchain. Inoltre, nel 2023 Shueisha ha aperto una galleria d’arte manga permanente a Tokyo. Elevando i manga agli standard delle belle arti attraverso questo spazio dedicato, il progetto sottolinea che preservare la cultura pop è fondamentale quanto preservare l’artigianato tradizionale.

BRUNO ANGOLETTA LIBERO

BRUNO ANGOLETTA LIBERO

BRUNO ANGOLETTA LIBERO

Sono passati 70 anni dalla morte di Bruno Angoletta, per la legge italiana, quindi, i suoi fumetti sono liberi da copyright. Nato a Belluno il 7 settembre del 1889, Bruno Angoletta si trasferisce a Padova nel 1907, per frequentare la facoltà di giurisprudenza. È grazie a tali studi che incontra Vittorio Podrecca, futuro avvocato e scrittore e marionettista di grande talento, nonché il fratello di quest’ultimo, Guido Podrecca, fondatore di diverse riviste tra cui L’Asino. La loro frequentazione contribuisce a “trascinare” Angoletta nel mondo dell’arte e dell’editoria. Così, nel 1909, lascia l’Università e si trasferisce a Roma cominciando a collaborare con diverse riviste.

Dal 1911 al 1914 è redattore grafico di Primavera, rivista nata il 1° gennaio 1911 come pubblicazione mensile per fanciulli, con il sottotitolo “Novelle, Racconti, Commedie, Arte, Scienza, Viaggi, Giuochi”. 

Nel 1912 partecipa alla Mostra di Arte umoristica e Caricatura di Treviso. Nel 1913 illustra il primo libro, scritto da Gian Bistolfi, dal titolo Storielle di lucciole e di stelle. È l’inizio di una lunga e prolifica carriera basata sul disegno che lo porterà ad assumere, sempre con risultati eccellenti, i molteplici ruoli di illustratore, fumettista, scenografo e costumista.

Con un segno grafico che si affina col tempo, in un percorso di ricerca che parte da esperienze legate alla Secessione (Klimt e Czeschka) e passa attraverso sperimentazioni fatte di geometria, futurismo e personali invenzioni, per approdare a una apparente semplicità in realtà frutto di accurata sintesi, grande pulizia del tratto, perfetto bilanciamento degli elementi all’interno della vignetta. 

Una carriera e una ricerca momentaneamente interrotte dalla Prima Guerra Mondiale, che lo vede partire volontario tra le fila degli Alpini. Catturato nel 1917, è deportato in un campo di prigionia austriaco fino alla fine della guerra. Fatto ritorno in patria, riprende la propria attività artistica. 

Tra il 1921 e il 1924 è il responsabile artistico della rivista Giro Giro Tondo, mensile mondadoriano per i più piccini, che offre ad Angoletta l’opportunità di creare in piena libertà. Collabora a diversi periodici, tra cui Novella, Cuore, Lidel e La donna.

Nel 1927 si sposa e si stabilisce a Milano, iniziando a lavorare per Il giornalino della domenica, Il Dramma, Il Giornale dei Balilla. Per quest’ultimo crea la coppia Romolino e Romoletto, due piccoli Balilla in linea con lo spirito fascista del tempo. 

Ma l’evento maggiormente significativo è rappresentato dall’ingresso nello staff del Corriere dei Piccoli, testata con cui collabora dal 1928 al 1945 sfornando una miriade di personaggi e di storie. È sulle pagine del noto settimanale che prendono vita il soldato Marmittone (1928), Sor Lardo Mortadella (1928), Sor Calogero Sorbara (1930), il Dottor Centerbe Ermete (1933), il cane poliziotto Pancotto (1934), il professor Tubo (1935), il capitalista Mister Dollar (1942), il Barone Pastasciutta (1945) e molti altri ancora. Tutti fumetti in rima, o più precisamente in ottonari, come consuetudine del Corrierino, sul quale i balloon per scelta pedagogica e stilistica sono totalmente banditi.

In ambito pubblicitario collabora con Mondadori, per la quale crea nel 1933 il famoso marchio della Medusa (utilizzato ancora oggi). Come illustratore lavora ancora per Mondadori, illustrando i libri della collana Il Romanzo dei Ragazzi, ma anche per Bompiani.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la situazione economica è grave, ma Angoletta riesce a collaborare con testate satirico-umoristiche come Guerin Meschino, Bertoldo e il Candido di Giovanni Guareschi, e per pubblicazioni per l’infanzia, come Pinocchio di cui diviene direttore dal 1945 al 1946. Contemporaneamente, porta avanti una cospicua produzione di illustrazioni e copertine per l’editoria di settore, tra le quali vale la pena di ricordare almeno le interpretazioni per i classici Cuore (1946) e Pinocchio (1951). Tra il 1947 e il 1952 illustra anche alcuni volumi del Romanzo per tutti. Nel 1952 torna a collaborare anche col Corriere dei Piccoli, grazie alla riproposizione di vecchi personaggi, Marmittone su tutti, e alla creazione di nuovi, come il cowboy Gionni Bill a cavallo del destriero Vegliantino.

Scompare il 7 gennaio 1955 a Milano. Di lui dice l’Enciclopedia Treccani “dal tratto geometrizzante, tra futurismo e stile Novecento”. Quasi un epitaffio, ma che epitaffio!

PRISM RONDO, IL RITORNO DI YOKO KAMIO

PRISM RONDO, IL RITORNO DI YOKO KAMIO

PRISM RONDO, IL RITORNO DI YOKO KAMIO

Quest’anno la mangaka Yoko Kamio festeggia 40 anni di onorata carriera nel mondo dei fumetti. Ha debuttato infatti nel 1986 con Hatachi no mama de matteru sulle pagine di «Margaret» per poi conoscere gloria e fama con lo shojo Hanayori Dango (1992), un travolgente successo editoriale da 60 milioni di copie, che ha goduto di un adattamento animato per Toei Animation e di un drama televisivo (in Italia lo ha pubblicato Planet Manga). Non è un fumetto, ma un anime, il naturale coronamento di tale carriera: Prism Rondo, il cui titolo internazionale è Love Through a Prism, serie animata in 20 episodi attualmente in streaming su Netflix che farà felici le appassionate del genere ma anche chi segue le novità dell’animazione giapponese. È la storia della giovane Lili Ichijoin, una ragazza giapponese che agli inizi del 1900 raggiunge l’Inghilterra per coronare il suo sogno di affermarsi come pittrice, nonostante la contrarietà della madre (la quale le dà sei mesi per primeggiare nei corsi alla prestigiosa Saint Thomas Academy, in caso contrario sarà costretta a tornare a casa). Determinata a diventare un’artista, la giovane conosce Kit Church, un biondissimo compagno di accademia che eccelle in ogni prova, e verso il quale comincia a provare qualche sentimento. Sollecitata dal produttore Taiki Sakurai a scrivere il soggetto di una serie shojo ambientata in epoca Meiji, Kamio impiega poco più di una settimana a redigere il testo, per poi cambiare l’ambientazione dalla Francia di inizio secolo scorso all’Inghilterra. È lei a scrivere la sceneggiatura di tutti gli episodi, poi “risistemati” da Saki Fujii, e a delineare il chara design di ogni personaggio. A dirigere la serie è chiamato invece un pezzo da novanta come Kazuto Nakazawa (B: The Beginning), il cui stile e la regia assolutamente cinematografica sembrano traghettare la storia di Lili tra commedia e sentimento. L’anime vanta disegni bellissimi e una scintillante luminosità (pure troppo, verrebbe da dire, per l’uggiosa Inghilterra), e i primi episodi visti creano subito un feeling perfetto tra la protagonista e lo spettatore. (Mar)

Sito ufficiale di Yoko Kamio: https://yokokamio.net/en/profile/

Foto: © 2026 Netflix