QUANDO TOY STORY 2 FU QUASI CANCELLATO

QUANDO TOY STORY 2 FU QUASI CANCELLATO

QUANDO TOY STORY 2 FU QUASI CANCELLATO

Scrive l’editor Georgia Coggan in suo articolo pubblicato sul sito Creative Bloq (lo trovate in rete) che il film della Pixar Toy Story 2 rischiò di essere completamente cancellato durante la fase di montaggio finale. Ecco le sue parole: “un dipendente della Pixar ha accidentalmente eseguito un comando di eliminazione sui server del film, e i testimoni, inorriditi, hanno potuto solo assistere alla scomparsa di una cartella, passata da 40 file a soli quattro in pochi secondi. Poiché i server di backup della Pixar erano fuori uso da un mese, non c’era modo di recuperare i dati. Sembrava che tutto fosse perduto. Anni di lavoro andati in fumo.” Ma ci fu il colpo di scena. “La direttrice tecnica Galyn Susman era in congedo di maternità e lavorava da casa. Aveva l’abitudine di sincronizzare regolarmente i file del film con il suo computer portatile personale per poter continuare a contribuire da remoto, e questa abitudine ha accidentalmente salvato quasi tutto ciò che era appena andato perduto.” Ma ci fu un altro colpo di scena: “I vertici della Pixar hanno visionato la versione recuperata e hanno deciso che non era comunque abbastanza buona. Il film è stato quindi quasi completamente riscritto da zero.”

100 METRI, LA VITA È UNA METAFORA

100 METRI, LA VITA È UNA METAFORA

100 METRI, LA VITA È UNA METAFORA

1997, il disegnatore si porta dietro uno pseudonimo nato dopo bizzarre riflessioni gastronomiche, scelto nonostante le resistenze iniziali dei redattori di Kōdansha. Di lui piace la franchezza, una qualità evidente fin da questo 100 metri (pubblicato sulla app “Magazine Pocket” tra il 2018 e il 2019), dove battute fulminanti possono abbattere lo spirito più forte. Piace anche la compostezza con cui Uoto si sfila dalla categoria dei mangaka dal tratto impeccabile, preferendo compensare il lettore con una densità di pensiero non comune. Tant’è che 100 metri, portato in Italia da J-Pop nell’edizione speciale a due volumi, più che un manga sembra un trattato di filosofia. Una cifra stilistica, la sua, esplosa definitivamente con l’opera successiva Chi. Riguardo il movimento della Terra (in Italia edito da Dynit Manga), che gli è valsa il prestigioso Gran Premio al Tezuka Osamu Cultural Prize e un fortunato adattamento anime nel 2024, consolidando il talento unico di un autore la cui popolarità è ora un dato di fatto grazie anche al film di animazione basato su 100 metri, in streaming su Netflix.

Uno dei protagonisti di 100 metri si chiama Togashi, si considera un ragazzo normale e ha un mantra esistenziale: «Basta essere il più veloce di tutti nei cento metri… e ogni cosa si risolverà». Sta parlando, in realtà, della vita stessa, ridotta metaforicamente a una pista di atletica da percorrere in dieci secondi. Qualcosa in lui però cambia quando, alle elementari, conosce Komiya, un nuovo compagno che vede nella corsa solo un modo di distrarsi dalle storture del quotidiano. Inizialmente bullizzato, Komiya viene preso sotto l’ala di Togashi che gli impartisce importanti lezioni di tecnica. Le cose mutano rapidamente con l’arrivo al liceo: pur continuando a eccellere agli occhi degli altri, il giovane campione si scontra con i limiti del proprio corpo e con la sua stessa morale agonistica, arrivando a valutare l’abbandono dall’atletica. Sarà un altro incontro, quello con la giovane Asakusa del disastrato club di atletica della scuola, a porre Togashi di fronte alle decisioni più importanti della sua vita.

Togashi è il centro dell’universo di 100 metri. Attorno a lui orbitano comprimari che, per un singolare equilibrio entropico, potrebbero prenderne il posto da un momento all’altro. L’atletica raccontata da Uoto (di cui sopravvivono personali ricordi altrettanto disastrosi ai tempi della scuola) si allontana dai canoni del classico spokon celebrativo (le spokon mono sono le storie a fumetti sulla tenacia sportiva); è piuttosto un lucido connubio di posizioni esistenziali che dà voce sia a chi arriva primo, sia a chi – come spesso accade nella vita – è destinato a perdere. Con le idee chiarissime fin dal debutto, l’autore ha strutturato il suo manga dandosi un limite temporale preciso, pur prevedendo qualche “ancora di salvataggio” nel caso in cui Kōdansha avesse deciso di sospendere l’opera. La vera materia “muscolare” del racconto non deriva tanto dalle prodezze fisiche dei corridori, quanto dall’impeto concettuale che il disegnatore riversa nelle loro convinzioni. Idee che si traducono nella straordinaria coralità di personaggi diversi, tutti uniti nel considerare la corsa dei cento metri come un grandioso microcosmo della vita. 100 metri è un dramma umano privo della retorica e delle esagerazioni tipiche del genere. E se è pur vero che Uoto non è un mostro di tecnica nel disegno (certi profili anatomici sono davvero orrendi), quando deforma i volti per trasporre la tensione nervosa, l’eccitazione agonistica e lo sforzo puro attraverso primi piani intensissimi, si capisce chiaramente di essere davanti a un’opera che non sembra avere rivali in circolazione. — Mario A Rumor

ABSOLUTE BATGIRL

ABSOLUTE BATGIRL

ABSOLUTE BATGIRL

Absolute Batman è una serie a fumetti mensile statunitense di supereroi pubblicata dalla DC Comics, che presenta una versione alternativa del personaggio di Batman. La serie, scritta da Scott Snyder e illustrata da Nick Dragotta, ha iniziato la pubblicazione il 9 ottobre 2024.

La serie ha come protagonista un ingegnere civile ventiquattrenne di umili origini di nome Bruce Wayne, che opera di notte come ilvigilante Batman, combattendo il crimine con la sua attrezzatura e armatura autocostruite. A differenza del Bruce Wayne della continuity principale della DC, questa versione è cresciuta senza ricchezze familiari a Crime Alley, e molti dei suoi nemici classici sono amici d’infanzia, mentre il Joker è reinventato come un miliardario.A

In linea con l’estetica cupa di Absolute Batman, il nuovo design di Batgirl rappresenta un netto distacco dai costumi aderenti e lucidi del fumetto e dei film. Mentre alcuni lo considerano una deviazione dalla tradizione, altri ne lodano il nuovo look trasgressivo. Barbara Gordon, alias The Bat, assume un nuovo look minaccioso, sfoggiando stivali da combattimento neri, una maschera da pipistrello e il trench di suo padre, il commissario Gordon. Brandendo un enorme fucile a pompa (a quanto pare non letale), il suo aspetto inquietante è accentuato da spalle larghe e linee spigolose che le conferiscono un’aria tagliente e minacciosa. Non è un segreto che in passato le supereroine sono state ipersessualizzate tramite abiti aderenti, ma con la nuova Batgirl le cose sembrano essere cambiate.

DREAMS ON! Un’antologia vietnamita

DREAMS ON! Un’antologia vietnamita

DREAMS ON! Un’antologia vietnamita

Il fumetto vietnamita vanta perle a fumetti tutte da scoprire. Come l’antologia «Dreams On!”, volume di grandi dimensioni e alta filiazione (270 pagine) che contiene cinque storie di altrettanti autori. Inedita in Europa, si spera ancora per poco, dove i dirigi di pubblicazione sono gestiti dall’agenzia mangarights.com. Ecco i contenuti della prima uscita:

LABIRINTH di Lam Hoang Truc

Ogni 20 anni, madre e figlia sono costrette a partire, seguendo il fiume alla ricerca di un altro mondo. Non possono tornare indietro, non possono più rivedere i loro cari, non sanno dove il viaggio le condurrà. Cercheranno di sopravvivere finché il mondo non sarà ridotto in cenere.

ECHO OF REBIRTH di Nachi

L’avvincente vicenda di una piccola anima che lotta per sopravvivere in un mondo ostile e imprevedibile. Guidata dagli dei e da alleati coraggiosi, si avventura da Nord a Sud, affrontando prove emozionanti e decisioni cruciali. Ogni sfida svela una più profonda conoscenza di sé, rivela l’essenza della vita e i sogni irrealizzati dell’anima.

SUNSHINE IN THE HEART di PlaSma

Tam è una studentessa delle medie con una vita equilibrata ma che si annoia costantemente. Alla vigilia dell’esame di ammissione al liceo, scopre di avere una compagna di classe simile a lei sia nel nome che nell’aspetto, ma inferiore in ogni altro aspetto. La storia narra il percorso di scoperta e miglioramento personale di due amiche apparentemente simili ma in realtà molto diverse, e la psicologia dei ragazzi sotto pressione per gli esami.

SEA OF ASHES di Nguyen Thanh Vu

Una storia fantasy ambientata in un mondo sconosciuto. Lì, la terra su cui gli umani sono abituati a camminare non esiste più. Non c’è più la vecchia vita, non c’è più la protezione di Madre Terra. Cosa dovranno fare i sopravvissuti per continuare a vivere?

HIDDEN BEHIND THE SUN di Dr. Smiley

Una storia fantasy che narra la strana lotta di un soldato nell’aldilà. Quale sarà il destino di quel soldato senza nome quando si troverà ad affrontare le leggi estremamente dure di un mondo oscuro e crudele?

IL GIOCO DI VALENTINA

IL GIOCO DI VALENTINA

IL GIOCO DI VALENTINA

Guido Crepax (1933-2003) oltre che un ottimo fumettista e illustratore è stato un grande amante dei giochi, a tal punto da realizzarne diversi. Vanno ricordati i suoi soldatini di carta e i giochi legati agli stessi, come la battaglia di Waterloo. Ma anche giochi come quello sulla box. Valentina, invece, è stata protagonista di una sorta di gioco dell’oca, intitolato “Cosa mi metto?”, venduto nei negozi e nelle boutique di abbigliamento, poiché incentrato proprio su quali abiti indossare. In bianco e nero in Italia, il gioco è apparso anche in Spagna ma in versione colorizzata. Ora è un cimelio da cercare nell’usato e sulle piattaforme di vendita.

C’ERA UNA VOLTA IL GIAPPONE

C’ERA UNA VOLTA IL GIAPPONE

C’ERA UNA VOLTA IL GIAPPONE

Tutte le apocalissi si somigliano, ma non tutte le civiltà si rialzano allo stesso modo. Manga e anime hanno spesso tratteggiato mondi post-apocalittici, proponendo geografie o ordini sociali stravolti. Talvolta sono audaci ed epici, più spesso traumatici. Anche il disegnatore Ikka Matsuki si è inserito in questo solco e il suo “Nippon Sangoku – I Tre Regni del Giappone” propone un’ipotesi grande quanto l’intero Arcipelago. Ha cucito addosso alla sua storia un “C’era una volta il Giappone” guardando al passato non con nostalgia, ma con insolito fervore antropologico: un retaggio su cui innestare e far ripartire il nuovo mondo. Le cause scatenanti sono i classici del genere — guerre, catastrofi climatiche, crisi economiche e malgoverno —, caratteristiche che oggi hanno un appeal meno “fantascientifico” e distopico, configurandosi come reali minacce per tutti noi.

In “Nippon Sangoku – I Tre Regni del Giappone”, Mitsuki ha immaginato un futuro prossimo in cui il Paese ha assistito al collasso della civiltà, tornando ai livelli dell’Era Meiji. Il territorio è diviso in tre grandi regni (Yamato, Buō, Seii), ognuno dei quali animato da propositi espansionisti. Dopo aver tragicamente perso la moglie, il funzionario locale Aoteru Misumi, armato di una vasta cultura e di una dialettica che si rivela micidiale, lascia il villaggio. Non è alla ricerca di una semplice vendetta contro l’uomo colpevole della morte della moglie, il ministro Taira no Denki, ma progetta di riunificare egli stesso il Paese e cancellare ingiustizia e corruzione.

Ikka Matsuki, classe 1994, è cresciuto con il mito di “Naruto” e con un approccio quasi incosciente  verso l’arte del fumetto, privo inizialmente di solide basi tecniche: dell’esistenza di un “mestiere” di mangaka ci arriva infatti in una fase avanzata della sua conoscenza dei manga. Afferma nelle interviste di non essere un lettore onnivoro di manga (oltre al titolo citato, l’altro colpo di fulmine è stato “Initial D”). Si proclama appassionato di videogiochi ma, a dispetto di questo profilo biografico essenziale, è la mai sopita passione per la Storia ad aver cambiato in meglio il suo destino. Impegnato a inizio carriera nei disegni del manga “Shikibu I Love You” (2020, scritto da Yasumi Miko e ispirato all’autrice del “Genji Monogatari”), si è riavvicinato allo studio di testi e documenti storici, decidendo di dare vita a “Nippon Sangoku” dopo la prematura cancellazione della sua opera precedente “Bukuro Kicks”.

Apparso a puntate sull’App MangaONE di Shogakukan dal novembre 2021, il manga ha superato il milione di copie vendute; in Italia è pubblicato da Dynit Manga (giunto al quinto volume). È certamente un fumetto “con i controcosiddetti”, sia per i temi trattati, che spingono il lettore a dibattiti e riflessioni, sia per la realizzazione tecnica: niente retini, contorni marcati dei personaggi, e una decisa adesione al realismo. Nella versione originale, i dialoghi sono infarciti di dialetti regionali per restituire la complessità geografica del Giappone; una scelta coraggiosa che talvolta costa all’autore rimproveri o precisazioni dai lettori più pignoli. Risulta molto riuscita la caratterizzazione dei personaggi: nonostante una direzione grafica uniforme che non indugia in virtuosismi estetici, Matsuki infonde loro una grande profondità morale. Perfino gli antagonisti come Taira no Denki vengono presentati sotto una luce complessa e sfaccettata.

Dallo scorso 5 aprile, “Nippon Sangoku” è diventato una serie animata co-prodotta da Amazon MGM Studios con Studio Kafka, e disponibile in streaming su Prime Video (il doppiaggio italiano è a cura di Pumaisdue). Una serie già amatissima, apprezzata per la vicinanza stilistica con il manga ma capace di aggiungere ambizioni spettacolari e colti riferimenti al cinema. Di colpo, quel futuro prossimo non è più solo un capitolo di Storia che genera ansia, ma si è trasformato in un’odissea esistenziale avventurosa e appassionante. —Mario A Rumor

Immagini: © Ikka Matsuaki/Shogakukan © Ikka Matsuki / Shogakukan, NIPPON SANGOKU Partners